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giovedì 8 settembre 2011

La beffa del pastore sardo (Sardinian shepherd revenge)

Estratto del Corriere della Sera del 4 Settembre 2011

Un semplice pastore sardo, anziano ed eremita, ribadendo in sede giudiziaria il suo legittimo diritto di “compossesso” delle aree di un sentiero che collega la sua abitazione con il mare, riesce a bloccare un mega insediamento immobiliare di riguardevoli dimensioni (hotel 5 stelle da 300 camere + 30 ville di 140.000 metri cubi complessivi) nelle strette vicinanze della spiaggia di Tuerredda in un ambito paesaggistico miracolosamente incontaminato ed unico. L’ordinanza del giudice prevede il reintegro del compossesso dello stradello e la conseguente demolizione del rustico della struttura ricettiva che è localizzata proprio sulle aree contese. Sembrerebbe che il piano urbanistico per il nuovo insediamento ricettivo sia sfuggito al vincolo di inedificabilità (entro la fascia di 2 Km. dalla costa) previsto dal Piano Paesaggistico Regionale, in quanto approvato in data anteriore alla effettiva efficacia delle nuove norme paesistiche.
La vera ricchezza della Sardegna (il paesaggio e l’ambiente incontaminato, non certo la breve stagione turistica di 40 gg.) questa volta sono stati preservati da un anziano pastore, un piccolo e semplice paladino della bellezza e del buon senso, esempio di appartenenza alla “civitas”, infatti il paesaggio è una ricchezza di tutti. “La Repubblica Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione” (art. 9 della Costituzione).
Di seguito si riporta il testo degli articoli apparsi sul Corriere della Sera e su The Guardian.
(Carlo Gervasini, 8 Settembre 2011).